Una pacificazione troppo facile

Apprendo che quest’oggi a Grosseto, la città dove sono cresciuto e dove ho appreso i rudimenti della nostra cultura democratica e antifascista, il Consiglio comunale ha deliberato l’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante. Non ho intenzione di commentare o chiamare in causa chicchessia. A lungo e in tanti abbiamo discusso su questo tipo di azioni. E tra i tanti commenti, ho sempre cercato di mettermi tra quelli che consigliavano alle istituzioni, con garbo e con la sola forza dei principi costituzionali, di non usare la “politica della toponomastica” per vendere una pacificazione nazionale finta, che fa solo il gioco di mistificatori, qualunquisti e violenti.

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Per raggiungere l’utopia

L’iniziativa ISGREC sulla scuolina di Maiano Lavacchio, luogo dell’eccidio dei martiri di Istia, mi fa stare bene. Mi da forza pensare che siamo ancora in grado di ricordare. Di celebrare la libertà ed apprezzarne il suo prezzo. Di ridisegnare il nostro meraviglioso paesaggio con un monumento alla nostra religione civile. Di costruire una cultura repubblicana che serva non più a dividere ma a far crescere la fiducia nella cosa pubblica tra i nostri figli.

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ELOGIO DELL’ARCO COSTITUZIONALE

Succedono cose strane in questo paese. Si discute, anzi si fa campagna elettorale, su “terrorismo” piuttosto che “razzismo”. Succede che ci si dimentica di finire di raccontare la cronaca perché è necessario dividersi. E in genere ci si distingue rispetto a chi sta vicino. Perché quando si fa campagna elettorale è il consenso vicino che è contendibile.
Sappiamo che di questo tipo di autolesionismo sono specializzati i partiti di sinistra. Ed è indubbio che nell’ultima fase connotata dalla leadership di Renzi – da qualsiasi parte la si voglia osservare – si sia accresciuta la propensione auto-distruttiva della sinistra. Ma questa è storia nota e finanche noiosa. Ci sarà tempo di riparlarne a Marzo, quando si conteranno i danni di alcuni, o più probabilmente di tutti, gli attori della sinistra.
Sappiamo anche della indubbia bravura di Berlusconi nel ruolo di campaigner. Tuttavia questa volta il Cavaliere e quel che resta del centro-destra “mainstream” sembrano costretti ad inseguire i sovranisti sul loro terreno, costruendo paure a partire da balle assolute come i famosi cinquanta euro “lucrati” per ogni immigrato, oppure con numeri letti male, per esempio l’esercito dei 600.000 migranti. Tutto sommato i risultati di tale azione sembrano piuttosto scarsi, sul piano del recupero di voti rispetto a Salvini e Meloni.
Chi guadagna dalla corsa all’autodistruzione rispetto alla politica responsabile sono dunque gli “antisistema”. Continue reading “ELOGIO DELL’ARCO COSTITUZIONALE”

Hello World!

I am Luca Verzichelli. I teach Political Science at the University of Siena.
In these pages, you will find all the information about my courses and my research activities. From time to time I will post some news about my professional life as well as reflections and materials concerning the state of higher education and the transformation of political science.
Nothing more. But this is more or less all that I do.

Sono Luca Verzichelli, professore di scienza politica all’Università di Siena .
Su queste pagine troverete informazioni sui miei corsi e sui miei progetti di ricerca. Di tanto in tanto aggiungo qualche post sulla mia vita professionale e delle riflessioni sullo stato dell’università e della ricerca nell’ambito della Scienza Politica.
Niente di più. D’altra parte è di questo che mi occupo.